giovedì 10 agosto 2017

Lo scrittore per strada che regala tautogrammi. Ed emozioni


Mancano poche settimane all’annuale Ferrara Buskers Festival, la grande manifestazione dedicata all'arte di strada. Spesso, girovagando per la piazza, è possibile trovare delle vere e proprie "perle", come è capitato a me durante la scorsa edizione.

Circa un anno fa, mentre sfogliavo distrattamente il programma, il nome di un artista aveva catturato la mia attenzione.
Uscita immediatamente di casa, ho iniziato a cercare per le vie del centro Walter Lazzarin, lo "scrittore per strada".
E l'ho trovato dopo una decina di minuti seduto sul listone, con la sua immancabile Olivetti Lettera 25, circondato dai suoi libri.
Ho vinto la timidezza e mi sono avvicinata, lo ammetto, spinta dalla voglia di stringere tra le mani uno dei suoi "racconti".
Il ragazzo, infatti, è solito regalare ai passanti dei tautogrammi, componimenti formati da parole con la stessa lettera iniziale.
Mi sono ritrovata, così, a scambiare qualche parola con questo incredibile artista che da Ottobre 2015 gira con coraggio per le vie d'Italia promuovendo il suo terzo libro, Il drago non si droga, che ho prontamente acquistato (prima o poi arriverà anche questa recensione!).

Oltre al comprensibile desiderio di farsi conoscere in qualità di scrittore, dalle sue parole (e dai suoi versi) emerge tutto l'amore che prova per la letteratura e la filosofia (in cui è laureato, sospetto con più passione rispetto ad Economia aziendale).

mercoledì 9 agosto 2017

Recensione: "Margherita Dolcevita" di Stefano Benni

Buon




Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, talvolta vediamo la vita nell'aria.
E la chiamiamo polvere.

Ieri è tornato a casa uno dei miei libri preferiti. Quando sono sicura che il lettore sia affidabile, mi capita di prestare qualche lettura che mi abbia rapito il cuore. Come Margherita Dolcevita di Stefano Benni, autore che occupa un posto rilevante nella mia libreria. E sono felice che il libro abbia colpito nel segno scatenando uno splendido dibattito per via del finale ambiguo!
Curiosi? Venite a scoprire il perché!


TITOLO: Margherita Dolcevita
AUTORE: Stefano Benni
EDITORE: Feltrinelli
ANNO: 2005
PREZZO: 5,99€ (eBook); 7,50€ (copertina flessibile)
PAGINE: 206
VALUTAZIONE: ❤️❤️❤️❤️❤️

TRAMA: Margherita Dolcevita è una ragazzina che sa guardare il mondo. Le bastano un cuore appena difettoso e qualche chilo in più per aggiungere sale e ironia alla sua naturale intelligenza. Compatisce con affetto le stramberie della sua famiglia e volentieri si perde nel grande prato intorno alla sua casa, ultimo baluardo della campagna ormai contaminata dalla città e dimora della sua amica invisibile: la Bambina di polvere. Ma improvvisamente, come un fantasma di notte, di fronte alla casa di Margherita appare un cubo di vetro nero circondato da un asettico giardino sintetico e da una palizzata di siepi. Sono arrivati i signori Del Bene, i portatori del “nuovo”, della beatitudine del consumo. Amici o corruttori? La famiglia di Margherita cade in una sorta di oscuro incantesimo: nessuno resta immune. E su chi fa resistenza alla festa del benessere, della merce, del potere s’addensa una nube di misteriose ritorsioni. Margherita sospetta un piano diabolico ed è pronta a mettere in gioco tutta la combattività e l’immaginazione per scoprire in quale abisso di colpevole stoltezza il suo piccolo mondo, e forse il mondo intero, sono precipitati.

lunedì 7 agosto 2017

Liebster Award 2017

Buongiorno e buon Lunedì!
Oggi mi prendo una piccola pausa dai deliri dietro la tastiera per raccontarvi un po' di me: ho ricevuto, infatti, una nomina per il Liebster Award 2017 e non potrei esserne più felice!
Si tratta di un riconoscimento "a catena", per blog con meno di 200 follower, per contribuire a dare visibilità ad "angolini" meno famosi o nuovi e per far conoscere le persone che si celano dietro la tastiera del computer e ogni giorno provano a rendervi partecipi delle loro emozioni attraverso quel che scrivono!

Ma mi sono già dilungata troppo...ecco a voi le regole!

1) Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste.
Ringrazio di cuore (e l'ho fatto così tante volte da averle già fatte pentire!) Lea e Stefy del blog Due lettrici quasi perfette per aver pensato a me e al mio piccolo angolo semi-sconosciuto!


Di seguito troverete le mie risposte alle loro domande.

venerdì 4 agosto 2017

Ciak, si legge: l'Inferno di Dan Brown e Ron Howard

Salve lettori!
Prima di entrare nel vivo dell'argomento, tenevo ad avvisarvi che il seguente articolo contiene spoiler. Se avete intenzione di leggere il romanzo o vedere il film in questione senza rovinarvi il piacere della scoperta, siete liberi di chiudere gli occhi e passare oltre!

Non sono mai stata una grandissima fan di Dan Brown. Ho iniziato, probabilmente come tanti altri, ad avvicinarmi al suo mondo leggendo Il codice da Vinci e, seppur infastidita dalle volute imprecisioni artistico-storiche per far quadrare la narrazione, devo dire che non mi è dispiaciuto. Non posso, tuttavia, dire altrettanto di Inferno, pubblicato nel 2013, che vede sempre come protagonista il professore di simbologia Robert Langdon.
Questa volta il romanzo è ambientato a Firenze, dove il buon Robert si risveglia in un letto d'ospedale con una ferita alla testa e un'amnesia temporanea. Non capisce come sia arrivato in quella città e non sa chi abbia interesse ad ucciderlo, perseverando nel proprio intento. Il professore, confuso e stordito da strane allucinazioni, si ritrova a dover scappare aiutato dalla dottoressa Sienna Brooks. Inizierà una caccia all'uomo che porterà lo studioso persino a Venezia e Istanbul, con colpi di scena inaspettati e i soliti enigmi da risolvere per giungere al "bandolo della matassa". Questa volta il mistero si annida dietro il più grande poema di tutti i tempi: l'Inferno di Dante Alighieri. La popolazione del nostro pianeta è in continuo aumento e, per evitare che si trasformi in un vero e proprio inferno sulla Terra, qualcuno ha escogitato un piano per non far "implodere" il sistema.
Molti mi hanno sconsigliato questo romanzo giudicandolo monotono, catastrofico o improbabile. Forse.
L'inizio è accattivante e intrigante ma, pagina dopo pagina, si finisce per ricadere nel solito schema già visto nei romanzi precedenti.
Dan Brown riesce con sapiente maestria a tenere viva l'attenzione dei lettori con le sue descrizioni mozzafiato (dettagliate con dovizia da guida turistica) e i colpi di scena (quasi) inaspettati. Tuttavia, non credo che questo sia sufficente a dar credito a un romanzo costituito perlopiù da tesi tirate fino all'inverosimile e spiegazioni frettolose sulle quali l'autore (probabilmente di proposito) non si sofferma più di tanto.
Seppure un po' sbrigativo, sono stata piacevolmente sorpresa dal finale, l'elemento di novità che ho cercato in tutto il romanzo!

lunedì 31 luglio 2017

Elogio del segnalibro

Oggi parlerò di un oggetto a volte sottovalutato, ma imprescindibile alle nostre letture: il segnalibro.
Molti lettori si rifiutano di iniziare un libro senza aver prima trovato l'amico fidato che li aiuti a ricordare la pagina esatta in cui la lettura è stata interrotta. Perché, in mancanza di esso, può capitare il rischio di imbattersi in terribili spoiler per tentare di ritrovare il segno!
Che si tratti di un cartoncino, di un nastro, una cartolina, una profumata bustina di tè, una lettera, il biglietto del treno o anche semplicemente uno scontrino, il segnalibro è un accessorio fondamentale. E non soltanto per la sua funzione.

Il segnalibro non può essere casuale. Ogni storia ha bisogno di un segnalibro che la rispecchi.

venerdì 28 luglio 2017

Recensione: "12 giorni a Natale" di Trisha Ashley

"A Natale siamo tutti più buoni". Siamo a Luglio e, con oggi, mancano ufficialmente 150 giorni all'evento dell'anno che più amo. Quindi posso ammettere senza rimorsi di essere stata un po'
cattivella nei confronti di questo libro. Ma proprio non riesco ad assegnare più di due cuori al romanzo in questione.
L'ambientazione natalizia è spesso fonte di grande ispirazione che, in questo caso, sembra essersi smarrita insieme a Babbo Natale in mezzo a una tormenta di neve.
L'idea di fondo era carina, ma si poteva fare di più!


TITOLO: 12 giorni a Natale
AUTORE: Trisha Ashley 
EDITORE: Newton Compton
ANNO: 2015
PREZZO: 4,99€ (eBook); 4,43€ (copertina rigida)
PAGINE: 320
VALUTAZIONE: ❤️❤️

TRAMA: Il Natale è sempre un momento triste per Holly Brown, che da poco ha perso l’amore della sua vita, così, quando le chiedono di andare a lavorare in una casa isolata nella brughiera del Lancashire, accetta di buon grado per sopravvivere a quei giorni in cui tutti sono felici. Jude Martland è uno scultore, e non intende festeggiare il Natale dopo che suo fratello è scappato proprio con la sua fidanzata. È deciso a evitare la casa di famiglia, anche se gli sarà impossibile non tornare per l’occasione in cui si riuniscono al completo. Quando Jude si presenta all’improvviso, la vigilia di Natale, è tutt’altro che felice di scoprire che Holly si sta occupando di organizzare il party a cui sperava di sottrarsi. Ma quando, senza preavviso, una tempesta di neve ricopre tutto il villaggio, Holly e Jude si rendono conto che forse i loro desideri stanno per essere esauditi. E che le odiate feste potrebbero trasformarsi in qualcosa di molto interessante.

giovedì 27 luglio 2017

Recensione: "Piccolo paese" di Gaël Faye

Lunedì 4 gennaio 1993.
Cara Laure, il mio nome è Gaby (…). La mia città è Bujumbura. Il mio paese è il Burundi (…). Ho gli occhi marroni, quindi vedo gli altri in tonalità marrone. Mia madre, mio padre, mia sorella, Prothé, Donatien, Innocent, i miei amici… sono tutti color caffelatte. Ognuno vede il mondo attraverso il colore dei suoi occhi. Siccome tu hai gli occhi verdi, io per te sarò verde (…). Da grande, voglio fare il meccanico per non trovarmi mai in panne nella vita. Bisogna saper riparare le cose quando non funzionano più (…). Quest’anno ci saranno le elezioni per decidere un presidente per la Repubblica del Burundi. È la prima volta che succede. Io non potrò votare, devo aspettare di essere meccanico. Ma ti dirò il nome del vincitore. Promesso! A presto. Un bacio Gaby.

Ho letto questo libro in francese per un esame all’università e l’ho trovato così ricco di spunti da volergli dedicare una recensione completa. Si tratta di un rarissimo caso ma, ogni tanto, succede!
Piccolo paese è il romanzo d’esordio di Gael Faye. Di mamma ruandese e padre francese, l’autore narra la storia, in parte autobiografica, del piccolo Gabriel. Attraverso i suoi occhi di bambino scopriamo il suo passaggio dall’infanzia felice alla crudeltà della guerra. 



TITOLO: Piccolo paese
AUTORE: Gael Faye
EDITORE: Bompiani
ANNO: 2017
PREZZO: 9,99€ (eBook); 16€ (copertina)
PAGINE: 208

VALUTAZIONE: ❤️❤️❤️❤️❤️
 

TRAMA: 1992. Gabriel vive a Bujumbura, in Burundi, in un quartiere di espatriati. Suo padre è francese, sua madre del Ruanda. Ha una sorella più piccola, Ana, e una banda di amici inseparabili - Gino, Armand, i gemelli - cresciuti insieme a lui nel vicolo: le loro giornate cominciano quando finisce la scuola e viene il momento delle case sugli alberi, dei furti di manghi nei giardini degli altri, delle avventure lungo il fiume, delle chiacchiere sbruffone e sognanti dentro il guscio di camioncino che è il loro quartier generale. Poi i genitori che si separano, le prime elezioni del paese, la guerra civile: Gaby credeva di essere soltanto un bambino e si scopre meticcio, tutsi, francese. Il papà vuole spedire tutti in Europa, la mamma decide di restare, strappata a metà, trasformata per sempre dai lutti più feroci: in un attimo la paura rovescia tutto, invade le vite di tutti, mette fine all'infanzia e costringe ad andarsene, a disperdersi, a perdersi. Passeranno anni prima che Gaby faccia ritorno nel suo piccolo paese, alla ricerca della sua età d'oro, o di quello che ne è rimasto.